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IMG_0441Quest’estate io e Matteo siamo stati in vacanza in Indonesia. Un viaggio splendido, da cui siamo tornati pieni di suggestioni e voglie. A partire dall’organizzazione, gestita da una persona davvero in gamba, all’occasione che ci si è presentata di fare una piccola sosta en route a Dubai, alle nostre guide locali e ovviamente alla bellezza delle verdissime isole vulcaniche che abbiamo girato in lungo e in largo.

Solo tre ne abbiamo girate: per visitare tutta l’Indonesia non basterebbe un mese. Ma quello che abbiamo visto basta per riempirci la testa almeno fino a Natale. I colori della terra, il nero della pietra vulcanica, il verde della foresta tropicale, ricca e rigogliosa come solo può crescere su un terreno così fertile, il rosa corallo della bouganville – mai visto qui un colore così. E il profumo dei fiori di frangipani, ohh! Il frangipani… Abbiamo incontrato ovunque Indonesiani sorridenti e abbiamo mangiato alla grande. Per una come me, ossessionata dal cocco e con un debole dichiarato per le arachidi, il paradiso. Un paradiso al peperoncino, per di più. Peccato per le mostruose quantità di aglio – che non tollero -, ma furba ero partita con confezioni famiglia di digestivo…. Così sono riuscita a passar sopra a questo piiiiiccolo particolare e a portarmi a casa mille idee e fantasie di spezie e sapori. Oltre a un libro di cucina, naturalmente: “The best of Indonesian cooking”. Vero, si può comprare online, come vedete. Ma setacciare le librerie di Jakarta è tutta un’altra esperienza… Tra l’altro si scopre che in pratica esiste solo la catena Periplus, che ha tutti i libri incellofanati (forse è più grazioso incellophanati, non so) e ti perseguita sbucando in ogni centro commerciale, aeroporto e via di negozi. L’altra persecuzione è quella dello chef H. H. (fingerò i difendere la sua privacy), un uomo dal nome decisamente mitteleuropeo che pare essere stato l’unico a darsi la pena di raccogliere in svariati libri le più famose ricette Indonesiane. Dopo tanto peregrinare sono riuscita a scovare il volume di cui sopra, scritto da altri. Temo lo pseudonimo….

Tra un’ispirazione e l’altra e complice la sosta negli Emirati Arabi, ieri sera io e Matteo avevamo voglia di spezie,ma non del solito curry. In più avevamo in frigo delle cosce di pollo cotte. Così ho deciso di prendere del pane azzimo (che fa molto mediorientale) e metterci su una base di salsa di pomodoro, che lì non sbagli mai. Poi un po’ di olive verdi superstiti dalla festa di fine vacanze di sabato e – il vero colpo di genio – il pollo fatto a bocconi, passati in una speziatissima “impanatura” di ceci secchi passati al mixer (sembravano proprio pangrattato) con polvere di zenzero, coriandolo, cannella, finocchio, pepe, galangal (la vera scoperta indonesiana! Non saprei definirne il sapore, ma ha qualcosa dello zenzero e del rabarbaro). In forno pochissimi minuti, per fare asciugare il pomodoro, ma non il pollo.

È venuta fuori una bruschettona sottile, o un kebab aperto e croccante, non lo so nemmeno io cos’è venuto fuori.

pane azzimo mediorientalindonesiano

Ma sapete che buono?? La foto è orrenda e in altre circostanze non l’avrei pubblicata, ma questa è una testimonianza del fatto che in cucina si possono mescolare stili e sapori senza vergogna e ottenere risultati sorprendenti. Io sono sorpresa ancora adesso!

Vi saluto con una foto di viaggio

festa del villaggio

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