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Shoyu RamenPreparare il Ramen è un po’ laborioso, ma la soddisfazione è così tanta che credo proprio di non voler lasciare questo esperimento isolato… tanto più che esistono molte varianti di questo piatto che vale la pena sperimentare. Io mi sono cimentata con una versione dello shoyu ramen, cioè quello con il brodo a base di soia. Tra le altre versioni, molto diffuse sono quella con il miso – miso ramen – e, il mio preferito ma decisamente più complesso da realizzare a casa – il tonkotsu ramen, con un brodo bianco a base di maiale. Più molte altre, ma lo shoyu ramen mi è parso un punto di partenza onesto, così ho fatto le mie ricerche e mi sono buttata.

La fonte principale di ispirazione e aiuto è stata Cooking with dog, che presenta lo Yakibuta Ramen – con carne di maiale rosolata in padella. La cosa più semplice e più simile a quello che usano in Giappone e che si può facilmente reperire in Italia è la porchetta. Guarda caso, al supermercato ho trovato un bel fondo di porchetta (il “culetto”, con una meravigliosa crosticina dorata) che mi è sembrato un segno che non potevo ignorare. Vediamo cos’altro serve:

Per due persone:

per il brodo (anzi, per i brodi perché sono tre):

  • la già menzionata porchetta, quattro fette o un pezzo intero da cui si possano ricavare quattro fette un po’ spesse.
  • uno scalogno o cipollotto
  • un pezzetto di zenzero fresco, grosso come una noce o poco meno
  • 4 cucchiai di salsa di soia
  • 2 cucchiai di sake
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • brodo vegetale (anche in polvere o dado)
  • brodo di pollo (anche in polvere o dado)
  • salsa di ostriche o di sardine (se ne usano poche gocce, si trova nei negozi di alimentari asiatici. L’odore è sgradevole ma il risultato eccellente. Non temetela). Oppure, un po’ di dashi, brodo di pesce.

Inoltre:

  • due confezioni di men, pasta giapponese di grano all’uovo
  • un uovo
  • alghe nori tostate
  • due manciatine di spinaci (o due cubetti, se surgelati)
  • semi di sesamo a piacere

Ramen

Procedimento (pronti??)

Mettere la porchetta in pentola a pressione con acqua sufficiente per coprirla insieme allo zenzero tagliato a julienne, il cipollotto, la soia, il sakè e lo zucchero. Chiudere la pentola, portare a ebollizione, abbassare la fiamma e lasciar cuocere per 15-20 minuti.

Nel frattempo cuocere l’uovo alla coque, mettendolo in un pentolino in acqua fredda e contando 4 minuti esatti da quando l’acqua inizia a bollire. In questo modo l’interno rimarrà morbido morbido. Appena scattati i quattro minuti, raffreddare l’uovo sotto l’acqua corrente, sgusciare e tenere da parte.

Preparare il brodo vegetale aggiungendovi la salsa di sardine o di ostriche e mettere da parte.

Preparare anche il brodo di pollo e mettere da parte.

Cuocere gli spinaci e mettere da parte.

A questo punto anche la pentola col maiale avrà fatto quello che deve, dando vita a un brodino ricco e profumato. Tirare fuori la porchetta e mescolare i tre brodi. Indovinate? Mettere da parte.

Adesso preparare la pasta: i men ci mettono pochissimo a cuocere, di fatto devono solo scaldarsi in acqua bollente senza sale. Quindi questa parte sarà facile e veloce. Scolare bene.

E siamo all’assemblaggio!

Riempire due ciotole capienti di brodo, adagiarci i men e aggiungere le fette di porchetta, gli spinaci, mezzo uovo a testa (per tagliarlo servirsi di un filo, che è la cosa più semplice e dal risultato migliore), qualche pezzetto di alga nori e il sesamo. Dai, è fattibile… Sbizzarritevi! (anche se non avete le bacchette di Creamy…)

Shoyu Ramen

 

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