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Rieccomi, dopo un tempo infinito. Una vacanza toccata e fuga e poi di nuovo a capofitto nel lavoro. Questo mi ha destabilizzata un po’ e ci sto mettendo del tempo a riprendere le fila di tutto quanto. E quando bisogna destreggiarsi tra scadenze da rispettare, tubi del bagno da aggiustare (quelli che stanno dentro il muro, ovviamente), nuove stampanti e microonde da comprare, corsi da iniziare… insomma, all’ultimo posto finiscono sempre la cucina e i post nuovi.

Però come anticipato parte una piccola carrellata di ricette Giapponesi – o di ispirazione giapponese. Tornati da laggiù, non ci siamo potuti esimere dal deliziare gli amici e noi stessi con un po’ di sapori nipponici.

E si poteva cominciare con qualcosa di diverso dagli Onigiri, i famosi triangoli di riso resi celebri dai cartoni animati? Nooooo.

Per una dozzina di Onigiri piccoli, che hanno fatto da entrée per sei persone, ho usato

  • 350 grammi di riso giapponese. Si può usare qualsiasi riso a grana corta.

L’ho sciacquato più volte e l’ho lasciato lì nello scolapasta per una mezz’ora, poi l’ho cotto a vapore per una ventina di minuti, seguiti da un’altra decina di minuti di riposo nella pentola col fuoco spento. Ho lasciato la pentola chiusa, ma sotto al coperchio ho coperto il riso con un paio di fogli di carta da cucina che hanno assorbito l’umidità. Occhio che diventa appiccicosissimo, ma è proprio quello che vogliamo.

Poi ho aggiunto

  • un pizzico di sale

Ho quindi diviso il riso a metà, e in una parte ho aggiunto del

  • furikakè

Il furikakè è un mix secco di alghe, sesamo, verdure liofilizzate, gamberetti liofilizzati o altro che viene usato tipicamente per insaporire il riso. Ne esistono diverse varianti di sapore e si trova anche da noi nei negozi specializzati di alimentari asiatici. Io uso sia furikakè giapponese che coreano, a dire il vero.

Poi ho fatto i triangolini con una formina apposta. Questo procedimento però è da pigrona occidentale, perché le mamme giapponesi fanno i triangolini o le palline con le mai, dopo averle inumidite per non fare appiccicare il riso.

Per la versione furikakè ho preso il riso insaporito e gli ho dato la forma.

Per la versione bianca invece, ho inserito all’interno di ogni pallina un pezzetto di

  • salmone cotto

Ho usato del banale salmone in scatola già pronto, perché ne serve davvero pochissimo. Nel fare l’onigiri si inserisce un pezzettino di pesce al centro del riso. Si possono preparare mille varianti con pesci diversi, con il Kimchi coreano (verdure fermentate piccanti con tanto aglio), con uova di pesce etc. L’importante è che il ripieno non sia umido e che non sia troppo, altrimenti l’onigiri non sta insieme e si rompe appena viene sollevato.

Infine ho appoggiato ogni onigiri su un quadratino di alga Nori. L’alga generalmente avvolge l’onigiri, ma avendo preparato il piatto nel pomeriggio ho preferito servire le alghe separatamente per farle rimanere croccanti.

E’ tutto, direi che la parte più lunga è la cottura del riso. Poi basta farci un po’ la mano. Provate che poi mi dite!

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