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15 agosto. Apprezzo il fatto che molti negozi rimangano aperti ed è per questo che cerco sempre di fare almeno un giro al supermercato. Come ringraziamento, per far capire che l’impegno è apprezzato e l’iniziativa è utile a molti.

Così, di ritorno dalla gita sul lago con annessa grigliata (non è facile come a dirsi: la carbonella non bruciava bene, era umida. Sventola tu che sventolo io, una fatica pazzesca e il calore diminuiva sempre più. E buttaci la carbonella nuova, e buttaci la legna secca, e fai le prove con l’accendino per vedere se il camino tira… insomma, chi l’ha avuta vinta? La griglia elettrica), ho ottenuto di fermarmi a esplorare un supermercato nuovo. Adoro i supermercati nuovi! E poi era anche una scusa per comprare cioccolato e uova per fare dei muffin.

Perché a casa c’era una melanzana in frigo, che aspettava da quasi una settimana. Reggeva benissimo, però insomma. E poi avevo una voglia pazzesca di provare una ricetta che avevo letto da qualche parte e che ovviamente non riuscivo a ritrovare. Dei brownies al cioccolato con la melanzana nell’impasto. Non mi sembrava vero. Ci sono volute un po’ di ricerche in rete, ma alla fine…. be’, una ricetta l’ho trovata, ma chiedeva della farina di mandorle che io non avevo avuto l’oculatezza di comprare, forse stordita dalle luci del Tigros (e adesso che lo sapete, confessate che di fronte a un TIGROS sareste usciti anche voi dall’autostrada). Così ho cercato ancora e ho trovato una ricetta di donut alla zucca.

Ecco, elementi sufficienti per inventarsi qualcosa, mixare procedimenti e ingredienti e… dare vita a dei mini muffin incredibili. Sinceramente non mi aspettavo una texture così leggera, mi ha piacevolmente sorpresa. La melanzana trattiene la giusta umidità per poter fare a meno del burro, ma contrariamente a quanto temevo non c’è traccia di quella gommosità che a volte accompagna le preparazioni un po’ alternative. Che tra l’altro a me non dispiace, se no non rischierei. Eppure una soddisfazione enorme nello sfornare e assaggiare dei dolcini soffici, ben lievitati, omogenei (niente precipitati vegetali crudi sul fondo), cioccolatosi e super-light! Non solo manca del tutto il burro e qualsiasi tipo di grasso, ma invece dello zucchero ho usato la stevia. Evviva i dolci sani!

  • 225 grammi di farina (io ho usato un mix di 5 cereali: orzo, mais, frumento, avena e segale)
  • 25 grammi di cacao amaro in polvere
  • 50 grammi di stevia (quantità sufficiente perchè il sapore dolce non sia invadente. Per una dolcezza più decisa, meglio aumentare la dose. Ovviamente anche del normale zucchero va bene, ma ricordatevi che è più pesante e lì sì che dovete aumentare la dose!)
  • 1/2 bustina di lievito
  • due cucchiaini di cannella
  • un pizzico di sale
  • una melanzana da circa 400 grammi
  • 50 grammi di cioccolato fondente (70%)
  • 50 grammi di yoghurt
  • 150 ml di latte
  • 2 uova

Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi, curando di rompere i grumi della farina e del cacao

Sbucciare la melanzana, tagliarla a dadini e cuocerla: forno, vapore o microonde sono tutti metodi ottimi. Non buttatela nell’acqua, che me la assorbe tutta e non va bene. Io ho usato il microonde alla massima potenza per 20 minuti: la melanzana deve risultare bella cotta e spappolata.

Frullare la melanzana cotta e aggiungere il cioccolato quando è ancora calda, così da scioglierlo.

Unire poi lo yoghurt, il latte e le uova e amalgamare bene il tutto.

Unire gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolare velocemente, giusto il tempo di mettere tutto insieme senza insistere troppo.

Con l’impasto ho riempito due teglie di mini muffin da 12, più 12 pirottini di carta che però non ho riempito molto.

Cuocere in forno a 180°C. Per i mini muffin bastano 10 minuti, per muffin più grandi calcolate dai 15 ai 18.

Non ho esagerato col cioccolato perché volevo si sentisse anche la cannella. In alternativa a questa si possono aggiungere all’impasto delle gocce di cioccolato.
E grazie alla mamma che mi ha regalato la teglia in silicone per i mini muffin rotondi! Sono così carini che li mangerei tutti, uno dopo l’altro, come ciliegie, finché non sono finiti.
Per chiudere in bellezza, la sera del 15 è successa una cosa divertente: io e Matteo stavamo andando a esperire un po’di mondanità cittadina, eravamo in macchina fermi a un semaforo verso le 10. Da dietro un albero hanno cominciato a sparare su dei fuochi d’artificio. Ma intorno non c’era nessuno. Forse dopo il guerrilla gardening qualcuno si è inventato il guerrilla fireworking. Comunque a noi è piaciuto.
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