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Il mio rapporto col gelato è molto casalingo. Difficilmente mi vedrete uscire da una gelateria con un cono in mano – anche perché, nel caso, sceglierei la coppetta. Ho quasi la sensazione, infatti, che il sapore e la consistenza della cialda, per quanto buona possa essere, si porti via tutto il fresco del gelato appena mangiato, lasciandomi anche una sensazione un po’ appiccicosa in bocca. Ma tanto, non è un problema mio. Sì, perché per me la vera gioia è avere il gelato in casa. Metterlo in una coppetta di vetro, mangiarlo con un cucchiaino vero. Altro che plastica, cartoncino, dai! L’occhio vuole la sua parte. E anche il tatto. E poi, la scelta dei gusti (TUTTI, grazie), che ancora non è niente rispetto alla Goduria Definitiva: il gelato che inizia a sciogliersi sui bordi, assumendo una consistenza che non è ancora liquida ma che sta per abbandonare lo stato di crema. Temperatura perfetta, niente surgelamento istantaneo del cervello. Niente anestesia delle papille gustative, il che implica il poter assaporare un gusto pieno. E, naturalmente, giunti a questo stadio il problema della coppetta, del cono, del bicchierino o quant’altro è bell’e dimenticato. Si affonda il cucchiaino direttamente nella vaschetta, facendolo scorrere lungo il bordo per raccogliere un voluttuoso ricciolo di morbido, spumoso pistacchio, cioccolato o nocciola o quant’altro.

Ecco, questo è gelato. Domenica scorsa sono andata sul lago, pranzo in famiglia, e dopo una serie di portate non indifferenti di splendida cucina casalinga (leggi: le teglie sono a disposizione per il bis, e non si dice di no quando si tratta di lasagne al pesto – tanto pioveva e faceva fresco), è comparso. Giustificato da “hanno appena aperto una nuova gelateria” ecco che troneggia al centro del tavolo un mezzo chilo buono di gelato. Pesca, albicocca, cioccolato e stracciatella. Per me TUTTI, grazie.

E’ finita con il tris. Per forza. Ottima l’albicocca, un gusto raro. E il cioccolato… be’, è sempre cioccolato.

Ecco, l’unico difetto che per me ha il gelato, come quasi tutti i dolci che provengono da terze parti del resto, è che è un po’ troppo dolce. Quindi sono corsa ai ripari e, avendo voglia di ulteriore frescura, ma in tutta leggerezza, mi sono industriata con frutta e frullatore. Un goccio di latte et voilà!

Be’, non è una cosa proprio nuova, tant’è che tempo fa suggerivo una combinazione un po’ più spinta nella spuma gelata al mango e vodka. E tra l’altro, coincidenza ma nemmeno troppo visto che in questo periodo ne sono irresistibilmente attratta, anche oggi fa la sua comparsa il mango.

  • un bicchiere di fragole surgelate
  • due/tre fette di mango surgelato
  • 50 ml di latte
  • un cucchiaio di zucchero o due (opzionale)

Aspettate un attimo dopo ver tirato fuori la frutta dal congelatore. Non so, cinque minuti.

Poi buttate tutto nel bicchiere (fragole, mango e latte. Io lo zucchero non l’ho messo) e frullate a discreta velocità per tre minuti buoni. Non abbiate fretta, questa leggerissima crema gelata sembrerà pronta in trenta secondi, ma un po’ di mantecatura gioverà al risultato finale. Fatto!

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