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Ultimamente di matcha si sente parlare sempre più spesso. L’impalpabile polvere verde si sta insinuando nelle nostre cucine con una certa aria di superiorità: raffinata e preziosa è ancora riservata ai pochi eletti conoscitori delle ricercatezze  provenienti da Paesi lontani… E io ne sono vittima. Sì sì, va bene, potrei giocarmi la carta del Giappone e dei miei viaggi di studio e bla bla bla, ma diciamocelo: non manca quella punta di orgoglio con cui noi matcha-addicted ci vantiamo con nonchalance della padronanza di questo pregiatissimo tè in cucina. Sono disposta ad ammetterlo, non mi importa se poi sembro snob. Ma non me lo togliete, per carità!

La verità è che trovo delizioso il suo sapore amarognolo che mi ricorda le castagne e la cosa che più mi manda in visibilio è che, a differenza di ogni altra forma sotto cui il tè compare normalmente, il matcha lo puoi mescolare a qualsiasi cosa come se fosse una spezia. Quindi è versatilissimo, te lo puoi giocare nei dolci, nei salati, nelle bevande e nei cibi. E poi il colore è splendido: io l’ho usato per una parete della mia cucina e non manca mai di fare la sua scena, quando ho ospiti.

Facendo un passo indietro, si tratta di una particolare qualità di tè verde macinato finissimamente che viene portato in sospensione nell’acqua. Non è né un’infusione, né una polverina che si scioglie. E’ usato in Giappone per la cerimonia del tè.

Sempre in Giappone, il matcha è usato per creare una versione aromatizzata un po’ di qualunque cosa: sale al matcha, torte al matcha, Kitkat al matcha, gelatine al matcha… un po’ come il caffè da noi, che viene proposto in tutte le sue possibili manifestazioni. E io, questa cosa, la adoro. Tant’è che pochi giorni fa mi è stata regalata una tavoletta di cioccolata bianca al matcha.

Non sono una grande estimatrice della cioccolata bianca: oltre a non essere vera cioccolata, come tutti sanno (vero?!), è dannatamente dolce. Anche se negli ultimi tempi ho iniziato ad apprezzarne la nota vanigliata, ma questa è un’altra storia.

Però, però…. questa tavoletta verde l’ho trovata irresistibile. Anche Matteo l’ha trovata irresistibile, se volete un parere più obiettivo. Dolce e amara allo stesso tempo, ma in un modo diverso dalla cioccolata fondente. Morbida (sarà perché ci sono 35 gradi in casa?), ti fa venir voglia di lasciarla sciogliere in bocca, ma poi vince la tentazione di masticarla. E il gusto un po’ erbaceo del tè prende il sopravvento, addolcito dalla consistenza burrosa. Armonia perfetta.

 

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