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Ieri sera avevo l’ultima lezione di giapponese per quest’anno e Kikuta Sensei mi ha regalato una confezione di Cup Noodles. Nientemeno! Lo so, sono pieni di glutammato monosodico, olii vegetali e tante altre schifezze. Però sono una di quelle cose di cui ogni tanto ti prende una voglia che va soddisfatta. E non è voglia di ramen che viene tamponata con un palliativo, è proprio desiderio di quella texture un po’ spugnosetta, di quel sapore fondamentalmente sempre uguale anche se cambiano gli ingredienti-chiave (pollo, gamberetti etc…). Me li sono portata a casa gongolante, immaginando il momento in cui avrei finalmente sollevato il coperchio di stagnola, versato l’acqua bollente e riabbassato il coperchio per tenere tutto al caldo, senza sprecare niente del vapore che immediatamente prende il profumo di questa magia istantanea.

Guarda caso oggi mi sarei trovata fuori casa per pranzo e stamattina ero troppo di fretta per pensare a qualcosa di buono da portare con me. Panino al bar? Giammai! E al grido di CUP NOODLES sono volata fuori casa con il prezioso contenitore in borsa, insieme a un thermos di acqua bollente e le bacchette.

Mi spiace davvero non poter usare foto fatte da me, ma queste che ho trovato rappresentano fedelmente il mio pranzo – davvero! Nissin cup noodles ai gamberetti. Caldi, profumati, né croccanti né al dente né scotti come solo loro sanno essere.

Quando ci vuole ci vuole.

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