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Il brunch è ufficialmente promossissimo, da me, quale occasione ideale per incontrare gli amici con una serie di aspetti positivi extra: non dover guardare l’orologio, evitare di arrivare ai saluti con la palpebra che cala e l’incubo di dover mettere almeno un po’ a posto, non passare la nottata a girarsi nel letto per colpa di quel bis di brownies e la quinta tazza di caffè e non doversi pentire il giorno dopo delle bottiglie vuote allineate sul balcone. Per questa serie di motivi e per la gioia di cucinare un numero e una varietà di piatti che invece per una cena sarebbero poco adatti, ieri abbiamo ospitato un brunch a casa con amici assortiti in una combinazione nuovo, pienamente soddisfacente e da ripetere. Una cosa che mi piace molto è proprio mescolare i gruppi di amici, ogni volta in combinazioni diverse. Se no il rischio è di sviluppare dei temi portanti per ogni compagnia e da lì non spostarsi mai. In più si scoprono affinità insospettate, insomma anche dal punto di vista sociologico è cosa buona. Amo anche scegliere gli invitati in base ai loro gusti in materia di cibo, per esempio ieri circondata da amanti della senape ho rispolverato le infallibili polpette senapate ed è stato un momento di gloria per tutti Eccole qui, con il loro delicato pallore di ricotta, ma pur sempre roba da carnivori. Per farle unisco due etti di carne di manzo, due etti di carne di maiale e due etti e mezzo di ricotta. Sale, pepe. Faccio delle polpettine grandi come una noce che rosolo velocemente in un fili d’olio, faccio sfumare con del vino bianco e poi porto a fine cottura (non ci vuole molto) con due belle cucchiaiate di senape rustica e un goccio di latte, se vedo che si stanno asciugando. E’ davvero semplice e veloce, ma piace a tutti per quella che è la mia esperienza. E vero che la senape o la ami o la odi, ma se la ami è fatta! Una volta mi trovavo ospite a casa di un amico in Germania, a Saarbrücken, e come gesto di cortesia ho preparato queste polpette per cena. Ho dovuto rifarle per tre giorni di fila, finché tutta la cerchia degli amici stretti non è stata invitata, a turno, a mangiarle. Insieme a queste polpette ho servito la torta salata della foto in alto: leggerissima, senza pasta. A dire la verità a metà strada tra una frittata e una torta salata, visto che non c’era la pasta, ma le verdure (porri, zucchine e funghi champignon) erano tenuti insieme dalle classiche uova sbattute con un po’ di latte, sale pepe e noce moscata. Quando le uova sono poche e le verdure sono tante, il risultato è un morbidissimo sformato che chiede di mangiarne ancora. Chiudo con una menzione per i dolci, che non potevano mancare: accanto ai super-brunchosissimi brownies, me ne sono venuta fuori con una mousse fresca di lamponi che ho fatto quasi per caso, ma che è venuta benissimo. Tutto è cominciato da un preparato per budino al cioccolato bianco che avevo in casa e di cui volevo disfarmi. Non mi piace usare i preparati, è come barare! Ma questa confezione girava nell’armadio, per qualche motivo che non ricordo. Lasciarla lì per sempre mi sembrava eccessivo. Quindi ho preparato il budino secondo le istruzioni della scatola, l’ho lasciato intiepidire (mah, neanche tanto a dire la verità) e poi ho unito 450 grammi di lamponi – surgelati, per la cronaca – e una confezione di ricotta da 250 grammi. Tutto frullato fino a ottenere una crema liscia, poi frigo. Sarà che i lamponi sono i miei frutti di bosco preferiti, ma che buono… Il cioccolato bianco dava quel tocco vaniglioso morbido, la ricotta ne smorzava il dolce stucchevole. Ottimo.

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