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Io con la pioggia ho dei problemi. Mi mette decisamente di cattivo umore e lo so, non succede solo a me. Quindi bene, molte persone mi potranno capire. Però del caldo non mi lamento, ecco, questo lo devo dire. Ho dei problemi solo quando il cielo è grigio e non si vedono bene i colori delle cose. Credo che stia tutto lì, nei colori. In effetti anche d’estate, quando la temperatura supera i trenta, tutto è un po’ appannato e non è il massimo. Il meglio è il vento. Scosse elettriche a parte. Ma lì sì che il cielo e blu e le foglie sono verdi e si muovono anche. Però insomma, oggi piove, fuori non c’è niente di interessante da guardare e quindi non mi restava che passare la giornata in cucina.Tra l’altro, la mia cucina è nuova e in casa la adoriamo, ogni scusa è buona per girare intorno ai fornelli pieni di entusiasmo. Così, forte di intere cassette di frutta e verdura di cui abbiamo fatto scorta ieri, mi sono messa all’opera.

Un classico intramontabile: le pere al forno. Sono di una banalità imbarazzante, eppure quando le vedo mi compiaccio sempre della loro invenzione. Le trovo perfette per terminare una cena senza infierire sugli ospiti e le trovo anche piuttosto eleganti. Questo probabilmente ha a che vedere con la varietà di pere che di preferenza vengono cotte: sinuose, slanciate, di un bel colore dorato che sta bene su tutto. Se si usassero quelle un po’ tarchiatelle e bitorzolute, mi sa che l’impatto non sarebbe lo stesso.

Allora ho preso le mie belle pere eleganti e le ho disposte con grazia in un tajine. Stavo già per prendere una bottiglia di qualche buon vino rosso corposo dallo scaffale, ma poi mi è venuta voglia di cambiare per una volta e di cuocerle semplicemente con cannella e zafferano. Una variante molto ben riuscita. Lo zafferano ha un sapore delicato ma importante, una piacevole sorpresa sulla frutta. Le ho cotte sul fornello (il forno era occupato), tanto il tajine ha quel coperchio a cono che oltre a essere bellissimo da vedere cuoce a vapore che è una meraviglia.  Adesso ne ho un bel po’ di pere pronte da scaldare leggermente e divorare, che goduria!

Ma certo non mi sono limitata alle pere. Ho già detto che il forno era occupato? Certo che l’ho detto. Nel forno ci ho messo tre piani di pomodorini a seccare.

Non è per nulla difficile ed è un esercizio di pazienza quasi ascetico. Doppio vantaggio. Il primo è che sono buonissimi.

Basta tagliare a metà per il lungo i pomodori (i miei erano perini), disporli sulla teglia del forno a pancia in su (la pancia sarebbe la parte tagliata), spennellarli con un po’ di olio, sale, origano e quello che vi piace e infornarli sui 130°C per ore, ore e ore… Io ce li avrò lasciati per circa 4. Vale davvero la pena di continuare a spiare per vedere se sono già raggrinziti. Non lo sono mai, come quando si guarda la moka sperando che il caffè esca. Io sono passata al caffè solubile, era un’attesa snervante! Tornando ai pomodorini: li volevo solo semi-secchi, quindi mi è già andata bene se no i tempi sarebbero raddoppiati a dir poco. Ho ottenuto esattamente quello che volevo. Morbidi, saporiti, concentrati direi. Sono già dipendente.

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